Come fotografare i piatti con il telefono: 9 regole per ristoratori

Niente attrezzatura, niente corsi: le nove regole pratiche per fare foto di cibo decenti con lo smartphone durante il servizio. Errori di luce, angolazione, sfondo e ritocco, spiegati per chi ha due minuti e non di più.

Non serve una reflex e non serve un corso. Serve smettere di fare cinque errori che rendono gialla, piatta e triste una foto di un piatto che dal vivo è bellissimo.

Queste sono le nove regole che diamo ai ristoratori con cui lavoriamo, per i giorni in cui non ci siamo noi. Si imparano in un servizio.

1. Mai il flash. Mai.

È la regola numero uno e da sola risolve metà dei problemi.

Il flash dello smartphone appiattisce tutto, crea un riflesso bianco sulla salsa e trasforma il tavolo in una superficie da obitorio. Non esiste un caso in cui il flash migliori una foto di cibo.

Se non c’è abbastanza luce, non è il momento di fare la foto: spostati o rimanda.

2. Fotografa vicino a una finestra, di giorno

La luce migliore è gratis: la finestra.

Metti il piatto di lato rispetto alla finestra, non davanti e non contro. La luce che arriva dal fianco crea le ombre che danno volume al cibo; la luce frontale lo appiattisce; la luce da dietro te lo fa venire nero.

Se hai un tavolo vicino a una vetrata, quello è il tuo set fotografico. Usalo sempre, anche se il piatto poi va a un altro tavolo.

3. Di sera, spegni tutto tranne una fonte

La cena è il problema vero: luci calde, tante, da direzioni diverse. Il risultato è la foto arancione che vedi su metà dei profili di ristoranti.

Cosa fare in pratica:

  • Trova una sola fonte di luce decente e usa quella (una lampada a soffitto, un faretto).
  • Se la foto viene arancione, correggi la temperatura colore in fase di ritocco (regola 8).
  • Se hai la possibilità, fotografa prima del servizio, con la luce del giorno, i piatti che rimarranno in carta.

I contenuti “di sera” migliori spesso non sono foto: sono video della sala piena e del forno, dove la luce calda è un pregio e non un difetto.

4. Due angolazioni, non venti

Ce ne sono solo due che funzionano davvero:

  • Dall’alto, a 90° — per piatti “piatti”: pizze, insalate, taglieri, tavolate. Se il piatto ha profondità (un calice, un panino alto), dall’alto sparisce.
  • A 45°, come lo vedi seduto al tavolo — per tutto il resto. È l’angolo che il cliente riconosce, e per questo funziona.

L’angolo raso terra a 10° è per la pubblicità degli hamburger, non per Instagram.

5. Togli tutto quello che non c’entra

Il killer silenzioso delle foto nei ristoranti: il fondo.

Il piatto è perfetto, e attorno ci sono la bottiglia dell’olio con l’etichetta, il tovagliolo appallottolato, il telefono di qualcuno, il cavo del POS. La foto diventa illeggibile.

Prima di scattare: sposta tutto quello che non serve. Lascia al massimo una o due cose vere — le posate, un bicchiere, una mano che versa. Ci vogliono cinque secondi.

6. Blocca l’esposizione con un tocco

Quasi nessuno lo fa e cambia tutto.

Sul telefono, tocca il punto più importante del piatto prima di scattare: la fotocamera mette a fuoco lì e regola l’esposizione su quel punto. Poi, se la foto è troppo chiara o troppo scura, trascina il dito su o giù per correggere prima dello scatto (su iPhone c’è il piccolo sole accanto al quadrato, su Android quasi uguale).

Regola: per il cibo, meglio leggermente sottoesposto che bruciato. Una zona bianca bruciata non si recupera; una foto un po’ scura si schiarisce dopo.

7. Non usare lo zoom

Lo zoom digitale distrugge la qualità. Se vuoi il piatto più grande nell’inquadratura, avvicinati fisicamente.

E scatta con la fotocamera principale, non con la grandangolare: il grandangolo deforma i bordi e fa sembrare il piatto storto. Sui telefoni recenti è quella indicata con 1x.

8. Il ritocco è sottrarre, non aggiungere

Niente filtri. I filtri sul cibo lo fanno sembrare finto, e nel giro di due anni datano il profilo.

Quattro regolazioni, sempre nello stesso ordine, dall’editor del telefono:

  1. Temperatura — verso il blu se la foto è arancione (è il caso più frequente di sera). È il singolo ritocco che salva più foto.
  2. Esposizione — piccoli aggiustamenti, senza bruciare i bianchi.
  3. Contrasto e ombre — un po’ di contrasto dà volume; alzare leggermente le ombre recupera il dettaglio nelle parti scure.
  4. Nitidezza — pochissima. Esagerata si vede subito e sembra amatoriale.

Saturazione: non toccarla. È l’errore che fa sembrare la pizza di plastica.

9. Scatta sempre tre versioni

Costa dieci secondi in più e cambia tutto quando devi pubblicare:

  • una verticale 4:5, per il post
  • una verticale piena 9:16, per la storia e per i reel
  • una orizzontale o quadrata, per la scheda Google e per il sito

Se scatti solo in orizzontale, poi per la storia devi tagliare e perdi metà del piatto. Impostare la fotocamera in 4:5 come formato predefinito è il trucco più utile: è il formato che occupa più spazio nel feed.

Il video batte la foto, quasi sempre

Ultima cosa, e forse la più importante: nella ristorazione il video vince, e non serve saper montare.

Tre secondi di formaggio che fila, la pala che entra nel forno, il coltello che taglia, il bicchiere che si riempie. Girato vicino, in verticale, con il telefono fermo appoggiato a qualcosa.

Il motivo è semplice: la foto dice com’è fatto, il video dice com’è mangiarlo. E la decisione si prende sulla seconda.

In sintesi

  • Mai il flash, in nessun caso.
  • Di giorno: piatto di lato rispetto alla finestra.
  • Di sera: una sola fonte di luce, o rimanda a domani.
  • Due angoli: 90° dall’alto per i piatti piatti, 45° per tutto il resto.
  • Pulisci il fondo prima di scattare.
  • Tocca lo schermo per bloccare esposizione e fuoco, e scurisci leggermente.
  • Niente zoom, niente grandangolo, niente filtri.
  • Ritocco: temperatura, esposizione, contrasto, nitidezza. La saturazione non si tocca.
  • Scatta 4:5, 9:16 e orizzontale. E gira più video di quante foto fai.

Queste regole servono a non fare danni nei giorni in cui sei da solo. Per il resto, una volta o due al mese veniamo noi con l’attrezzatura vera: il quadro completo del lavoro sulla ristorazione è in social per ristoranti e pizzerie in provincia di Frosinone e su come lavoriamo con i ristoranti.

Se vuoi un parere sulle foto che stai già pubblicando, mandacele su WhatsApp: ti diciamo cosa cambieremmo, senza impegno.

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